Valutazione neuropsicologica
e stimolazione cognitiva.
Per chi nota cambiamenti nella memoria o nell'attenzione — in sé stesso o in un familiare. Per chi ha già una diagnosi e vuole rallentare il decadimento. Per chi vuole sapere dove si trova.
I servizi di neuropsicologia clinica
Valutazione neuropsicologica
Valutazione standardizzata delle principali funzioni cognitive: memoria, attenzione, linguaggio, funzioni esecutive, orientamento spazio-temporale e prassie. Utile per identificare la presenza e l'entità di un declino cognitivo, per diagnosi differenziale e per pianificare il percorso di cura.
Stimolazione cognitiva
Percorso strutturato di attività cognitive individualizzate per il mantenimento delle funzioni residue in persone con decadimento cognitivo lieve-moderato o demenza. Sessioni individuali con cadenza settimanale, calibrate sulle caratteristiche e sugli interessi della persona.
Supporto ai caregiver
Affianco le famiglie che si prendono cura di un familiare con demenza o decadimento cognitivo. Orientamento sui servizi, gestione dello stress da caregiving, consulenza su come relazionarsi con la persona malata nelle diverse fasi.
Quando fare una valutazione neuropsicologica
Non è necessario aspettare una crisi. Alcune situazioni in cui una valutazione è indicata:
Dimenticanze frequenti
Dimenticare appuntamenti, ripetere le stesse domande, smarrire oggetti con frequenza anomala rispetto al passato.
Difficoltà nell'orientamento
Confondersi in luoghi conosciuti, perdere il filo del tempo, difficoltà a seguire conversazioni complesse.
Cambiamenti nel comportamento
Irritabilità insolita, apatia, ritiro sociale, cambiamenti nella personalità — spesso i primi segnali di un declino cognitivo.
La valutazione può essere richiesta direttamente o su indicazione del medico di base, del neurologo o del geriatra. Fornisco una relazione scritta dettagliata.
Cosa funziona e cosa no
La stimolazione cognitiva è un intervento non farmacologico che ha ricevuto in questi anni evidenze scientifiche solide. Le linee guida ISS e le raccomandazioni della Società Italiana di Neurologia la indicano come intervento di prima scelta nelle fasi lievi e moderate di demenza, con effetti documentati sulla qualità della vita e sul mantenimento dell'autonomia.
Non è una cura — non arresta la malattia. È un modo per lavorare con quello che c'è ancora, per mantenerlo il più a lungo possibile e per offrire alla persona momenti di relazione, attivazione e dignità.
Ogni percorso è costruito sulla persona specifica: i suoi interessi, la sua storia, il suo livello di funzionamento attuale. Non esiste un protocollo uguale per tutti.
Quante sedute servono?
La stimolazione cognitiva è un percorso continuativo, non un intervento a termine. Di solito si lavora con una frequenza settimanale o bisettimanale nel tempo. I benefici si osservano già dopo le prime settimane, ma il mantenimento richiede continuità.
Funziona anche nelle fasi avanzate di demenza?
Nelle fasi avanzate l'obiettivo cambia: non più il mantenimento delle funzioni cognitive, ma il benessere relazionale ed emotivo della persona. Il contatto, la musica, il ricordo attraverso oggetti familiari — interventi sensoriali e reminiscenza — restano efficaci anche quando le funzioni cognitive sono molto compromesse.
Posso fare la stimolazione cognitiva anche online?
Sì, per alcune fasce di utenti e in certi stadi della malattia. Valutiamo insieme se è una modalità adatta alla situazione specifica.
Costi
La valutazione neuropsicologica comprende la somministrazione dei test, l'elaborazione e la relazione scritta. Per percorsi di stimolazione cognitiva continuativi sono disponibili tariffe agevolate tramite la collaborazione con Cooperativa Il Granello.
Prenota una valutazione
Ricevo a Fagnano Olona (Via Roma 35) e Saronno (Via Torricelli 23). Sedute anche online. Dal lunedì al sabato.
Dalla pratica clinica
"La figlia mi ha chiamato perché suo padre — 78 anni, ex insegnante — aveva cominciato a ripetere le stesse domande più volte al giorno e non riusciva più a seguire una conversazione come prima. Dopo la valutazione neuropsicologica abbiamo individuato un decadimento cognitivo lieve. Abbiamo avviato un percorso di stimolazione cognitiva settimanale. Dopo sei mesi, la figlia mi ha detto che suo padre aveva ripreso a leggere il giornale ogni mattina."
Caso clinico anonimizzato — dettagli modificati a tutela della privacy.