Quando si sente la parola "demenza", spesso si pensa all'Alzheimer. Comprensibile — è la forma più conosciuta e la più diffusa. Ma la demenza non è una malattia sola: è un termine ombrello che raccoglie condizioni diverse, con cause diverse, sintomi diversi e progressioni diverse. Capire quale tipo di demenza è in gioco non è solo una questione clinica — cambia il modo di accompagnare la persona e di sostenere chi se ne prende cura.
Cos'è la demenza, esattamente?
Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, per demenza si intende una condizione di disfunzione cronica e progressiva delle funzioni cerebrali che porta a un declino delle facoltà cognitive sufficientemente grave da ridurre la capacità di svolgere le attività quotidiane. Non è una conseguenza normale dell'invecchiamento — è una patologia.
In Italia, secondo il rapporto The Prevalence of Dementia in Europe 2025 diffuso da Alzheimer Europe e presentato da Federazione Alzheimer Italia, si stimano 1,4 milioni di persone con demenza — circa 946.000 donne e 491.000 uomini. Entro il 2050, i casi cresceranno del 54%: quasi 2,2 milioni di persone. Circa due terzi dei malati sono donne, che sono anche le principali caregiver.
Fonte: Alzheimer Europe, The Prevalence of Dementia in Europe 2025 — Federazione Alzheimer Italia, gennaio 2026Le principali forme di demenza
Le demenze si distinguono in primarie — di origine degenerativa, in cui la malattia colpisce direttamente il cervello — e secondarie, conseguenza di altre condizioni come problemi vascolari. Ecco le forme più frequenti.
Malattia di Alzheimer
Oltre il 60% dei casi · Fonte: ISS, Istituto Superiore di SanitàÈ la forma più comune. Si caratterizza per un declino progressivo della memoria — inizialmente quella a breve termine — seguito da difficoltà nel linguaggio, nel ragionamento e nell'orientamento. Le cause non sono ancora del tutto note: si ipotizza un ruolo centrale dell'accumulo di proteine anomale (beta-amiloide e tau) nel tessuto cerebrale. La progressione è graduale e può durare anni. Non esiste ancora una cura, ma esistono trattamenti che rallentano il decorso e interventi non farmacologici — come la stimolazione cognitiva — che migliorano la qualità della vita.
Demenza vascolare
15–20% dei casi · Fonte: demenze.itÈ causata da una riduzione del flusso sanguigno al cervello, spesso in seguito a ictus o microlesioni vascolari. A differenza dell'Alzheimer, il declino può essere più improvviso — o procedere a "gradini" piuttosto che in modo continuo. I sintomi variano in base all'area cerebrale colpita: confusione, difficoltà di concentrazione, problemi motori. È la forma più strettamente legata ai fattori di rischio cardiovascolari — ipertensione, diabete, fumo — il che la rende in parte prevenibile.
Demenza a corpi di Lewy
Tra il 10 e il 25% dei casi · Fonte: ISS e AuxologicoÈ causata da depositi di una proteina (alfa-sinucleina) nelle cellule nervose — i cosiddetti "corpi di Lewy". Si distingue per alcune caratteristiche peculiari: fluttuazioni cognitive (momenti di lucidità alternati a confusione), allucinazioni visive vivide, disturbi del movimento simili al Parkinson e disturbi del sonno REM. È spesso sottodiagnosticata perché i suoi sintomi possono sovrapporsi all'Alzheimer o al Parkinson. La distinzione è però importante: alcuni farmaci comunemente usati nella demenza possono essere controindicati in questa forma.
Demenza frontotemporale (FTD)
Fino al 10% dei casi · Seconda causa di demenza sotto i 65 anni · Fonte: demenze.itColpisce i lobi frontali e temporali del cervello, che controllano comportamento, personalità e linguaggio. A differenza dell'Alzheimer, la memoria spesso è preservata nelle fasi iniziali — ma compaiono cambiamenti profondi nel carattere, nel comportamento sociale, nella capacità di inibire impulsi. La persona può sembrare "cambiata", disinibita, apatica o comportarsi in modo socialmente inappropriato. L'età di esordio è più precoce (tra i 55 e i 65 anni) e colpisce uomini e donne in ugual misura. In circa il 40% dei casi è presente una storia familiare.
Demenza mista
Molto frequente — fino al 45% dei casi secondo alcuni studiLa coesistenza di più forme di demenza nella stessa persona è molto più comune di quanto si pensi. La combinazione più frequente è Alzheimer e demenza vascolare. La demenza mista può presentare sintomi diversi da persona a persona, rendendo più complessa sia la diagnosi che la gestione. È fondamentale una valutazione specialistica accurata.
Perché la diagnosi specifica è importante
Non tutte le demenze si trattano allo stesso modo. La distinzione tra forme diverse ha implicazioni dirette sulla scelta dei farmaci, sugli interventi non farmacologici più indicati e sulla previsione dell'andamento della malattia. Come ricordano le Linee Guida Europee sulla Demenza citate dall'AUSL di Bologna, ogni forma richiede un approccio specifico.
Dal punto di vista del supporto psicologico, conoscere il tipo di demenza aiuta anche il caregiver a interpretare meglio i comportamenti della persona assistita — comprendo, ad esempio, che la disinibizione nella FTD non è mancanza di rispetto, ma un sintomo neurologico — riducendo il senso di colpa e il carico emotivo.
Come si ottiene una diagnosi di demenza in Italia?
Il percorso parte dal medico di base, che può indirizzare verso i Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) presenti nelle ASL di tutto il territorio. La valutazione include test neuropsicologici, esami del sangue, neuroimaging (TAC, risonanza magnetica) e talvolta esami specialistici. Una diagnosi precoce e precisa permette di iniziare prima le terapie disponibili e di pianificare il supporto necessario.
Chi si prende cura del caregiver?
È una delle domande più importanti — e meno poste. Il caregiver di una persona con demenza è esposto a un carico emotivo e fisico enorme, spesso in solitudine. Il supporto psicologico al caregiver non è un lusso: è parte integrante della presa in carico. Mi occupo di questo da oltre 20 anni, anche con un percorso dedicato — Reggere senza crollare.
Riferimenti:
— ISS — Istituto Superiore di Sanità, epicentro.iss.it/demenza
— Alzheimer Europe, The Prevalence of Dementia in Europe 2025 — Federazione Alzheimer Italia, gennaio 2026
— Auxologico, Demenze Primarie e Secondarie: Classificazione, auxologico.it
— AUSL Bologna, Informazioni sulle principali forme di demenza, ausl.bologna.it
— ISS / demenze.it, Le forme di demenza più frequenti
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